La mostra “1918-2018 – La Romania si racconta” 11-18 settembre 2018 – Museo WE-GIL a Roma

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Nell’ambito degli eventi dedicati al anniversario Anno Omagiale dell’unità di fede e della nazione e dell’Anno commemorativo dei creatori della Grande Unione, in occasione dei 100 anni della Grande Unione dei Principati Romeni del 1918, Romit TV in collaborazione con la Diocesi Ortodossa Romena d’Italia organizza la mostra “1918 – 2018 – La Romania si racconta”.

Nello stand che la Diocesi Ortodossa Romena d’Italia ha a disposizione sarà presentato in immagini foto e video, il contributo che la Chiesa Ortodossa Romena ha apportato alla realizzazione del grande sogno di unione di tutti i romeni, ma anche gli eventi importanti nella vita della Chiesa presente nella diaspora romena in questa parte d’Europa, in particolare della Arcidiocesi dell’Europo Centrale e Meridionale con sede a Parigi e della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia.

La mostra comprende anche la presentazione di vecchie icone (sec XVIII -. XIX), i tradizionali costumi folclorici, copie delle opere dell’insigne sculttore Constantin Brancusi – come la Tavola del Silenzio, la Colonna dell’Infinito, la copia della Colonna di Traiano (la realizzazione del progetto), conferenza con personalità della cultura, etc.

L’evento si terrà dall’11 al 18 settembre presso il Museo WE-GIL di Roma dalle 10.00 alle 19.00. Scrive sul sito della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia

Sono esposte straordinarie opere delle più importante artiste romene:


DOINA BOTEZ è nata a Bucarest nel 1951. Ha conseguito la laurea in Belle Arti nel 1975, con la borsa di merito “Ion Andreescu” vinta nel 1974, presso l’Istituto Universitario “Nicolae Grigorescu” di Bucarest.

Si dedica all’illustrazione dei libri, soprattutto per bambini, oltre alla pittura e alla grafica, e diventa anche scenografa della casa cinematografica rumena di cartoni animati Animafilm.
Fin dal 1974 partecipa alle esposizioni collettive organizzate dall’Ordine degli Artisti di Romania.

Nel 1984 le viene conferita una borsa di studio, in Italia, nel quadro dell’accordo culturale italo-rumeno.
Riesce ad esprimere, nella sua opera, anche alcuni aspetti tragici della dittatura, fino alle ammonizioni per le illustrazioni dei versi della poetessa dissidente Ana Blandiana.
Dal 1989 vive e lavora a Roma. Diventa cittadina italiana nel 2004.

Nel gennaio 1996, su invito del Governo Rumeno, in occasione della mostra “Monumenta Romaniae Vaticana”, esegue un’interpretazione della “Madonna Rumena” quale dono a Sua Santità Giovanni Paolo II.

Nel 2000 realizza l’opera monumentale raffigurante un baccanale con personaggi e simboli tipici del corteo dionisiaco, dipinto che orna una delle cupole delle grotte d’invecchiamento ed affinamento della cantina d’arte della casa vinicola Mastroberardino.

Nel 2009, per la mostra personale „Nosce te ipsum”, nella Sala delle Colonne di Castel Sant’Angelo in Roma, riceve il patrocinio della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma.
Nel 2013 Skira Editore ha pubblicato l’album monografico “Doina Botez, Il corpo dell’immagine, opere 1989 -2013” a cura di Flaminio Gualdon. (artmajeur)


LUMINITA TARANU – Luminița Țăranu è tra i pochi artisti romeni pienamente affermati in Italia. L’Italia ha sempre esercitato un fascino irrefrenabile per i creatori d’arte e molti artisti romeni sono venuti nel Bel Paese per un adempimento artistico, riuscito però a pochi. La Țăranu è un felice esempio di artista di successo in Italia e il suo lavoro si inserisce, per il carattere sperimentale, nel panorama attuale dell’arte contemporanea.
Luminița Țăranu è nata in Romania, a Lugoj, nel 1960. Si è laureata all’Accademia Nazionale di Belle Arti «N.Grigorescu» di Bucarest nel 1985, sotto la guida del Prof. Octav Grigorescu. Si è affermata in Romania tra i migliori e attivi disegnatori, litografi e incisori degli anni ’80. Nel 1987 ha vinto la Borsa Nazionale dell’Unione degli Artisti Plastici della Romania per il disegno e l’incisione. Dal 1987 vive e lavora in Italia, a Monte Porzio Catone (Roma). In Italia ha ottenuto il titolo equipollente di laurea dell’Accademia di Belle Arti, riconosciuto dall’Accademia di Belle Arti di Bologna, nel 1993.
Il suo percorso artistico va dalle rappresentazioni postclassiche, perché Luminița Țăranu è una grande disegnatrice, fino alle installazioni di avanguardia, dipinti, megaoggetti/sculture e interventi artistici in opere di ristrutturazione architettonica. In Italia, grazie al confronto artistico, ha scoperto nuove direzioni stilistiche in cui eccelle.
(Orizzonti culturali Italo Romeni)


CRISTINA LEFTER – nasce il 27 aprile 1976 a Telenesti in Moldavia. Fin da bambina dimostra una grande propensione e curiosità per tutto quello che sia bellezza. Cristina Lefter fin da piccola dimostra una grande sensibilità e manualità in tutte le materie artistiche, cosicché i genitori decidono di iscriverla a una scuola specializzata in pittura alla tenera età di dieci anni. Cristina Lefter si dimostra all’altezza superando addirittura le aspettative dei genitori, che d’accordo decidono di fare proseguire gli studi al liceo artistico Octav Bancila di Iasi e di seguito all’Accademia di Belle Arti di Iasi (Romania).

Cristina Lefter si dimostra subito preparata ad affrontare questa nuova sfida con spirito vincente, in quanto ottiene subito un riconoscimento importante, ossia supera la selezione di ammissione all’Unione degli Artisti Plastici rumeni, superando tutte le prove con ottimi risultati. Riesce a laurearsi con ottimi voti e decide di andare nel paese che ritiene la culla dell’arte, ossia in Italia.

Nel 2002 si trasferisce in Italia esponendo le sue opere in spazi pubblici che vengono notate da galleristi, appassionati e collezionisti d’arte.

Cristina Lefter comincia così la sua carriera in ascesa, dove in pochi anni realizza un grande successo tra gli estimatori d’arte. Il passo che rende unica la pittura della Lefter è che dopo studi accurati riesce ad acquisire una tecnica il “dripping” che rispetto ad artisti storici che ne hanno fatto uso ha un evoluzione nel figurativo. (Cristina Lefter)


Seguendo, foto-reportage realizato dalla redazione Il Romeno:

 

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