Constantin Brâncuși, un rivoluzionario nell’arte moderna

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Una figura emblematica dell’arte dell’inizio del XX secolo, Constantin Brâncuși  è considerato da molti critici il più grande scultore moderno.

Una chiave per entrare nel mondo della scultura di Brâncuși, forse, è quella offerta da Platone e il suo mito della caverna. L’artista ha trovato un modo per esprimere l’idea, l’essenza che trascende le forme biologiche e ci unisce al di là delle peculiarità che ci differenziano. Le sculture di Brâncuși sono rappresentazioni ideali e archetipi del soggetto scelto dell’artista. Le sue sculture possono ingannare lo spettatore con la loro semplicità. Le loro forme, rappresentate in maniera laconica, offrono delle prospettive inedite, delle verità nascoste che l’artista aveva scoperto.Brâncuși lavorava direttamente con i materiali nel suo laboratorio parigino, preferendo la scultura diretta del prestampato in gesso e argilla.

Prima di Brâncuși, la maggior parte degli scultori si concentra sulla creazione delle rappresentazioni più fedeli dei modelli scelti, una tradizione che richiedeva la fedele trasposizione della realtà nell’arte. Paradossalmente, Brâncuși sosteneva di aver fatto la stessa cosa, ma partendo dalla realtà intrinseca e  nascosta, dalla metafisica del modello e non dalla sua semplice apparenza.

Nato il 19 febbraio 1876 a Romania, brancusigiunse a Parigi il 14 luglio del 1904. La difficile infanzia trascorsa nel paese natale non gli impedì di coltivare la sua abilità di Dal 1919, quando è apparso a Parigi il libroinizia ad esporre opere nelle più famose gallerie d’arte in , Svizzera e  Spiegando che “ un artista deve saper scavare l’essere nascosto dentro la materia” , Brâncuși ha cercato di catturare nelle sue opere la vera essenza del suo soggetto in maniera semplice, privo di ornamenti inutili. L’opera di Brâncuși è una rappresentazione fedele del suo credo artistico: “ Crea come un dio, dillo come un re e lavora come uno schiavo”. Le sue opere producono un contrasto unico tra moderno e arcaico, donando una sensazione di trascendenza attraverso il recupero di simboli e forme sacre. Per Brâncuși “è impossibile per chiunque esprimere qualcosa di reale imitando la superficie esteriore delle cose”.

Dal 1927, Brâncuși si trasferì a Impasse Ronsin, numero 11, il suo atelier, un luogo che ha creato e dove vissuto fino alla sua morte nel 1957. L’atelier, che si trova nelle vicinanze del Centro George Pompidou, oggi è un museo che ha preso il nome dello scultore. Tutto sembra così autentico. Una volta dentro il suo laboratorio, hai la sensazione che Brâncuși è da qualche parte. L’atelier è composto da quattro sale che possono essere visitate attraverso grandi finestre, che hanno sostituito le pareti esterne con il ruolo di assicurare le opere esposte.

Il grande scultore morì il 16 marzo 1957 e fu sepolto nel cimitero di Montparnasse, a Parigi.

 

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